ROAD TO CNU 2026, INTERVISTA A MATTEO SORIO: “IL PRIMO ORO, A CAMPOBASSO ’24”
Matteo Sorio è un rugbista italiano e studente di Ingegneria Gestionale, capitano della squadra di rugby a 7 del CUS Parma, con cui ha conquistato la medaglia d’oro ai CNU di Ancona nel 2025. Milita con il Rugby Parma in Serie A2 e rappresenta una delle figure centrali nella continuità della tradizione sportiva del CUS, tra competizione, spirito di squadra e crescita personale.
Qual è il ricordo più significativo — o la lezione più preziosa — che ti hanno lasciato i CNU e che ancora oggi senti parte del tuo percorso?
Ho partecipato a quattro diversi CNU e non saprei indicare un unico momento come il più significativo. Sicuramente il primo oro, conquistato a Campobasso nel 2024, è stato un ricordo molto bello.
Per me, però, i CNU rappresentano soprattutto un’occasione di divertimento e svago rispetto alla stagione regolare, dove l’approccio è più serio e agonistico. È un contesto in cui ci si può godere maggiormente l’esperienza, senza comunque perdere lo spirito della competizione. Inoltre, permettono anche di condividere momenti con persone diverse, creando legami che spesso continuano anche negli anni.
In che modo prosegue oggi la tua vita sportiva e professionale, e quanto ha influito l’esperienza dei CNU sulle scelte che hai fatto dopo?
Per quanto riguarda la mia carriera sportiva e professionale, ad oggi sto ancora completando gli studi e attualmente sono all’ultimo anno di Ingegneria Gestionale. A livello sportivo, invece, gioco regolarmente in Serie A2 con il Rugby Parma. I CNU rappresentano per noi qualcosa che va oltre il rugby giocato durante l’anno. Per il CUS Parma sono una vera e propria tradizione, tramandata dai ragazzi più grandi, che ci hanno insegnato a portarla avanti iscrivendo sempre una squadra. L’obiettivo non è solo quello di vincere, ma quello di avvicinare nuove persone e allargare la famiglia del CUS, ed è questo che cerchiamo di fare oggi anche con i più giovani.
Guardando indietro, come pensi che quell’esperienza universitaria abbia contribuito a definire chi sei diventato come atleta e come persona?
Il mio percorso universitario mi ha permesso innanzitutto di crescere come persona. Ho conosciuto tanti amici che frequento ancora oggi e che porterò con me nel tempo. Mi ha dato anche una visione diversa rispetto allo sport che pratichiamo durante la stagione, permettendomi di viverlo in un contesto differente. Inoltre, ci è stata data l’opportunità di partecipare a tornei che normalmente non avremmo mai vissuto, a partire dai CNU fino ad arrivare agli European Universities Games, a cui abbiamo preso parte a Lisbona nel 2023 e a cui parteciperemo nuovamente a Salerno nel 2026. Posso dire quindi solo cose positive dell’ambiente universitario e delle manifestazioni sportive legate a questo contesto: per noi sono state esperienze davvero importanti.