Road to Cnu, l’intervista al Rettore UPO: ‘Evento che è il coronamento della politica dell’Ateneo’
Il Magnifico Rettore dell’Università Piemonte Orientale racconta cosa significhino i per l’Ateneo i CNU 2026 che le città di Novara, Vercelli e Alessandria ospiteranno dal prossimo 22 al 31 maggio.
- Qual è il valore per l’Università del Piemonte Orientale nell’ospitare per la prima volta i Campionati Nazionali Universitari e cosa rappresenta questo evento per la comunità accademica?
«Il valore risiede innanzitutto nel prestigio di ospitare per la prima volta questa manifestazione: un importante riconoscimento che la Federazione Nazionale ha voluto dare al nostro CUSPO e, di riflesso, al nostro Ateneo. Per la nostra comunità, questo evento si inserisce nel percorso di crescita dell’Università del Piemonte Orientale, che sta investendo con convinzione nel supporto e nella promozione delle attività sportive per i propri studenti e le proprie studentesse. I CNU rappresentano dunque il coronamento di una politica precisa che l’Ateneo, in sinergia con il CUSPO, sta portando avanti per valorizzare lo sport universitario come pilastro della formazione».
- L’arrivo di oltre 3000 studentiatleti da tutta Italia coinvolgerà le tre città sedi dell’UPO: quali ricadute positive si aspetta per il territorio e per il rapporto tra università e comunità locali?
«L’arrivo di oltre tremila studenti-atleti da ogni parte d’Italia rappresenta un’eccezionale opportunità di promozione per i nostri territori, per le città che ci ospitano e per i loro impianti sportivi. Questo evento mette in luce come la qualità della vita nelle nostre sedi sia garantita da infrastrutture d’eccellenza al servizio dei cittadini, che oggi diventano una vetrina di rilievo nazionale. Tutto ciò non fa che rafforzare il rapporto costruttivo e la collaborazione diretta tra le amministrazioni locali e l’Università, in particolare per quanto riguarda la città di Novara, con la quale la collaborazione in questo settore è estremamente intensa e sta portando a risultati che ci soddisfano pienamente».
- Il CUSPO è un attore centrale nell’organizzazione dei CNU: in che modo questo evento può rafforzare la cultura sportiva all’interno dell’Ateneo e quali opportunità apre per il futuro dello sport universitario piemontese?
«Il legame tra l’Ateneo e il CUSPO è improntato a una grande cordialità e a un profondo rispetto reciproco: una collaborazione fluida che consideriamo estremamente soddisfacente. Un evento di questa portata non potrà che potenziare, attraverso il CUSPO, l’offerta sportiva che l’Ateneo rivolge ai suoi iscritti, rendendo l’UPO ancora più attrattiva. Poter fare sport avvalendosi di professionisti qualificati e strutture all’avanguardia è un valore aggiunto fondamentale per chi sceglie di studiare da noi. Inoltre, dopo il successo delle Universiadi in Piemonte dello scorso anno, i CNU confermano la nostra regione come un ecosistema in cui lo sport universitario è un elemento centrale e identitario, frutto di un’attenzione costante da parte di tutte le istituzioni coinvolte».
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